02 Dicembre 2020

Prostata

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Il tumore alla prostata rappresenta il 19% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione maschile, con prevalenza tra i soggetti tra 50-69 anni e ultrasettantenni.

L'imaging mediante RM multiparametrica della prostata è in grado di migliorare la rilevazione di carcinoma prostatico clinicamente significativo (tumore con un volume maggiore di 0,5 ml ed un Gleason Score maggiore o uguale a 7) e di ridurre l’overdiagnosis del PCa indolente (tumore di volume molto piccolo) e pertanto attualmente si ritiene dovrebbe essere introdotto nel percorso diagnostico come test iniziale prima della biopsia prostatica.

Nel nostro centro disponiamo di una apparecchiatura RM di ultima generazione 1.5T che consente con l’utilizzo di bobina di superficie di fornire immagini di elevata qualità diagnostica, evitando l’utilizzo della bobina endorettale.
L’utilizzo della bobina endorettale, oltre ad aumentare il costo e il tempo dell’esame, può creare uno stato di tensione nel paziente che comprometterebbe la qualità dell’esame e la sua permanenza all’interno del magnete.

Il protocollo per l’esame multiparametrico della prostata , secondo le linee guida della versione aggiornata Pirads 2.1 in collaborazione tra l’American college of Radiology e(ACR) e AdMetech fundation ESUR, comprende sequenze morfologiche T2 ponderate nei tre piani dello spazio, sequenze pesate in diffusione e viene completato da studio dinamico perfusionale dopo introduzione di mdc paramegnetico ev (acquisizioni rapide per una durata di circa 150 s dopo l’iniezione del bolo).

Terminata l’acquisizione in fase di post-processing è necessario effettuare sulle immagini ottenute dalla studio perfusionale rapido diversi tipi di analisi per la quantificazione dell’enhancement delle zone sospette con calcolo di curve intensità-tempo.


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